Spesso sentiamo parlare, con riguardo all’Italia, di burocrazia asfissiante che limiterebbe la dinamica economica, la voglia d’intraprendere, la capa- cità di produrre PIL. Tuttavia questa indicazione, da tutti sentita di primo acchito come veritiera, quasi mai si accompagna a dati precisi.
Esiste un modo per riempire di contenuti l’espressione burocrazia asfissiante?
Un modo ce lo offre la pubblicazione News dell’11 ot- tobre 2025 del Centro Studi della CGIAA di Mestre.
Analizzando quanto accaduto l’anno scorso, il Cen- tro Studi evidenzia come tra leggi dello Stato, decreti legge, Dpcm, ordinanze ministeriali, delibere, determine, e circolari l’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato ha stam- pato (e pubblicato) nel corso del 2024 ben 350 documenti: 305 Gazzette Ufficiali e 45 Supplementi (suddivisi in ordi- nari e straordinari). Insomma, una massa imponente di norme contenute in ben 35.140 pagine. Tutte norme che sia il cittadino comune, sia la partita Iva, il commercian- te, il professionista o l’artigiano dovranno rispettare. Una massa cartacea di norme che, se stampata e impilata, for- merebbe una torretta di un metro e novanta centimetri che peserebbe oltre ottanta chilogrammi.
Nei primi 9 mesi del 2025 sono già state prodotte 25.888 pagine di norme
Ora, ammettendo di voler leggere tutte quelle pa- gine e pensando ad una media di 5 minuti a pagina, noi malcapitati destinatari dovremmo impiegare 366 giorni dell’anno (sabati, domeniche e festivi compresi). Se a ciò si aggiunge il fatto che questa valutazione è al netto della produzione legislativa e normativa europea e regionale, appare evidente che l’elefantiaca iper produzione norma- tiva sia un mostro di fronte al quale chiunque voglia fare business in questo disgraziato paese ha due sole alterna- tive: o rinunciare o agire rischiando di suo perché impos- sibilitato a conoscere tutti i dettagli del proprio ambito operativo.
Ma perché accade questo?
Le motivazioni più rilevanti sono due:
- 1) la mancata esplicita abrogazione di leggi e regola- menti precedenti una volta che sia approvata in via defi- nitiva una nuova norma;
- 2) il costante ricorso alla decretazione d’urgenza (decreti legge) che, per loro natura abbisognano poi di ulteriori (spesso numerosi) decreti attuativi.
Il combinato disposto di tali fattori ha ricadute pesantissime: la sovrapposizione normativa affatica e rallenta la PA, i ritardi decisionali diventano costanti, la possibilità di ricorsi giurisdizionali diventa sistematica. Oltre a tutto ciò, il rapporto cittadino-burocrazia resta un dedalo nel quale spesso può allignare corruzione e concussione.
Qualche luce di speranza? Temo di no.
Guardando al 2025, nei primi nove mesi di quest’an- no sono già state prodotte 25.888 pagine di norme e nella sola giornata del 18 aprile è stato prodotto un Supplemento Ordinario (il N.13 relativo al testo, tabelle e grafici ISA) di ben 5.157 pagine sulle quali sputeranno sangue imprese, commercialisti, associazioni di categoria.
E chissà in quel mare magnum quante incongruenze, contraddizioni e disallineamenti con la normativa fino a quel giorno vigente attendono di assalirli alla gola!